lunedì 28 aprile 2014

Giorno 2: Corna

-Da questa parte il testo sarà narrato al passato. Senza alcun motivo specifico, il giorno 1 verrà adattato di conseguenza appena troverò lo sbatto.-

Le tenebre stavano calando sopra il villaggio di Niceville. Lo gnomo e l'umano ancora non avevano deciso se avviarsi per la città di Ventus o se passare la notte in mezzo ai pericoli che le tenebre scelsero per loro.
I due dovettero creare un accampamento di fortuna con i materiali trovati al villaggio, restare in mezzo alle case sarebbe stata la scelta più stupida considerando le condizioni degli abitanti.

Fu l'assassino Jeffrey a svegliarli, con una secchiata d'acqua gelida in pieno volto.

<Sveglia, pigroni!> Gridò <Il mondo non si salverà da solo!>
Il guerriero e lo gnomo quasi all'unisono lo mandarono a quel paese, tirandogli addosso qualunque cosa si trovasse vicino a loro, giaciglio compreso.
<Su! Su! Il viaggio per Ventus è ancora lungo!>

Non tardò a far trovare loro un cavallo di fronte alle tende improvvisate. Solo uno. Per lui.
Jeffrey si avvicinò alò destriero ed accarezzandogli il manto grigio lo chiamò per nome.
<Morditroll, cerca di non seminare questi due, va bene?>

I tre si avviarono quindi sulla strada principale verso la capitale. Passarono le ore, ma il cammino in mezzo ai maestosi paesaggi dell'ovest ai due non sembrò durare più di una trentina di minuti. Vaste foreste si distendevano di fronte ai loro occhi, le orme di chi prima di loro era passato su quella strada li guidavano lungo il cammino. Il silenzio, continuamente dal pigolio degli uccelli, si fece pesante solo quando un carro completamente nero gli sbarrò la strada. Vennero superati, quindi affiancati da quello che sembrava essere a tutti gli effetti il trasporti di un nobile, o almeno di una persona abbastanza ricca da permettersi di decorare persino le ruote.

A portare le redini una figura dello stesso colore della carrozza. Lentamentequesta scese andando ad aprire la porta. Il volto era celato da un cappuccio calato fin sotto al naso. Dall'interno del regale trasporto, dopo qualche secondo uscì una mano dalle dita affusolate e morbide, che lentamente li invitò ad entrare.

Al cospetto del trio si rivelò una donna. Un'elfa dai capelli rossi come il fuoco e dallo sguardo freddo come il ghiaccio.
<Signora...> Proferì Jeffry, interrotto immediatamente dalla donna con uno sguardo che avrebbe fermato una tigre.
<Immagino che immaginiate il motivo della mia visita>
L'ignorante gnomo allora, alzando discretamente la mano la interruppe <Veramente no, tu chi saresti?>
Il guerriero e l'assassino quasi all'unisono scossero la testa
<Diciamo solo che siete in debito con me per quella storia del villaggio. Sono qui perchè voglio che finiate il vostro compito>
Jeffrey allora, con tutto il suo coraggiuo fermò nuovamente la donna sottolineando <Veramente loro hanno fatto il loro lavoro, ero lì a controllare che tutto andasse bene, sfortunatamente non sono riusciti a seguire i mostri nella loro tana, ma sono riusciti a stargli dietro fino al bosco... A quel punto però siamo stati attaccati e ci siamo dovuti difendere.>
Il rude guerriero allora sbraitò contro l'assassino <No. Noi siamo stati attaccati! Non tu! Tu eri a farti gli affari tuoi ed a contare i tuoi coltelli razza d'imbecil...> La donna allora, solo prendendo la parola zittì i due.
<So benissimo quello che è successo, altri dei miei uomini stavano osservando la scena ed a differenza vostra sono già all'opera per trovare le tracce che voi avete lasciato alla deriva. Per voi ho un altro compito, sempre che non decidiate di deludermi anche questa volta.>
Un attimo di silenzio rese l'aria pesante.
La carrozza riprese a muoversi ed a dondolare a ritmo regolare e pacifico, quand'ecco che lo gnomo provò nuovamente a dire la sua
<C'è qualcosa da far esplodere?>
<Scusa?> Chiese la donna
<Nulla> Si corresse il mago
<Molto bene. Voglio che andiate a prendere due dei miei uomini a Ventus e che li portiate con voi per questo incarico. E' tutto molto semplice, dovete semplicemente entrare nella tana delle creature tutti e quattro e far fuori qualunque cosa troviate all'interno che non sia umano. Tutto chiaro? Avete massima libertà di espressione nei movimenti, potete equipaggiarvi come più vi aggrada e come compito non richiede le doti di un assassino, ma solamente forza bruta ed un minimo di tattica, ammesso che almeno quelle le possediate.>
Il guerriero allora chiese <Chi sono questi due uomini?>
<Due Mezzi-demoni. Tiefling. Li potrete distinguere dalla lunga coda, dalle corna... E dagli usi decisamente bizzarri. Sono gemelli di stesso aspetto, ma di carattere opposto.Il primo tra questi è un giocatore d'azzardo, un pessimo flautista ed un'abile lama. Il secondo non è un donnaiolo, ma è innamorato perso di una nobildonna del luogo, ella lo ricambia, ma i suoi non sono d'accordo, quindi potreste trovarlo nella zona alta a farle la corte. Il gemello poeta è un ottimo arciere ed un abile mago. Inutile dire che col tempo abbia imparato ad unire le due cose sotto la guida dei nostri più abili insegnanti della gilda.>
La donna guardò ancora una volta i due, vedendoli in silenzio sospirò <Nel caso in cui non vogliano venire con voi, fategli il nome della confraternita e ditegli che per loro c'è la solita paga: 100 monete d'oro a testa.>
<Per noi c'è qualcosa?> Chiese l'avido guerriero
<50 ed un calcio in culo> Interruppe Jeffrey
<Perchè a noi solo metà paga?!> Chiese nuovamente l'uomo del nord
<Un quarto. Loro prendono metà della paga perchè lavorano in coppia, voi un quarto per i problemi causati a Niceville.>
<Non è giusto!>  rimarcò il guerriero
<IL mondo non è un posto giusto, adattatevi, ma dalla prossima potrete avere tutti la mezza paga, così come ogni altro affiliato.> Concluse Jeffrey <Se sarete ancora vivi.>

Dopo qualche minuto di viaggio, il carro si fermo dopo una minuscola curva. La donna allora allungò la mano verso la porta e con un beffardo sorriso salutò i due avventurieri.
<Cercate di non farvi sgozzare da quelli che dovete recuperare, mi raccomando, siete della buona carne da cannone> Una volta scesi i due, il carro ripartì lasciandoli di fronte alle mura di Ventus. I due si scambiarono uno sguardo, quindi l'umano fece il punto della situazione guardando una mappa di pessima qualità
<Allora, le nostre opzioni sono due: tentare di entrare nei quartieri alti, irti di guardie e di pattuglie delle famiglie nobiliari, rischiando la pelle per un mezzo-demone di cui non sappiamo praticamente nulla, oppure iniziare a vagare per le peggiori taverne della zona bassa sperando di trovare un altro mezzo-demone ubriaco e che potrebbe tentare di farci fuori solo per le nostre 5 monete d'oro.>
Il silenzio circondò ancora una volta i due avventurieri. Continuarono a guardarsi per qualche secondo, quindi lo gnomo proferì
<Birretta in taverna?>
<Taverna sia.>


Dall'altra parte della città intanto, un umanoide incappucciato stava correndo tra i vicoli.
Affacciandosi da un angolo cercò di guardare che non passassero guardie, quindi si lanciò verso un cumulo di cespugli una volta verificato che la strada fosse pulita.
Un attimo. Nemmeno il migliore dei ninhja elfi avrebbe potuto fare di meglio.
Raccolse un cumulo di sassolini, quindi iniziò a lanciarli rapidamente verso una finestra. Dopo un paio di minuti, da essa uscì una bellissima donna. Bionda come un'alba, dalla pelle rosea come il più calmo dei tramonti e dalle guance rosse come lava incandescente. La nobildonna si affacciò al vicolo cercando qualcosa, ma anche senza veder nulla fece cadere una corda. L'ombra in un balzo salì fino alla finestra, riavvolse l'estremità., quindi la ritrasse all'interno dell'abitazione e chiuse in un secondo sia la finestra che le tende.
Velocemente la donna chiuse la porta a chiave, mentre la figura levò il mantello. Sotto la veste un essere cornuto e dalla lunga coda rossa. Un mezzo demone dal bellissimo e temibile aspetto. I due iniziarono a baciarsi, in poco meno di qualche secondo erano già nudi distesi sopra al materasso di piume.
I cigolii però non furono notati solamente dai due. Il rumore causato dalle assi del pavimento e dal continuo sbattere della struttura del letto attirò l'attenzione delle dojmestiche, che immediatamente bussarono alla porta chiedendo se fosse tutto bene. IL mezzo demone, con la stessa rapidità con cui era saltato addosso alla donna, ribaltò la vasca da bagno di legno e la piantò contro al muro, nascondendocisi dentro. La donna nello stesso momento nascose i pantaloni dell'uomo.
In un attimo, la stanza si riempì delle voci di 3 uomini, probabilmente tra questi il fratello della donna.
Il Tiefling, tratteneva il respiro per non far sentire nemmeno l'aria fuoriuscire dai suoi polmoni, ma qualcosa lo tradì. Un topo, infilatosi d'improvviso proprio nella stessa vasca in cui lui si era rifugiato, iniziò a morderlo vicino ai genitali. In un attimo di puro terrore, l'uomo fece cadere la vasca, con lui dentro.
Alzò lo sguardo, trovandosi di fronte proprio il fratello della donna insieme a due bravi.
<Merda> sibilò un istante prima di scattare in piedi.
Cercando una via di fuga sicura, l'idea migliore che gli venne in mente fu quella di lanciarsi dalla finestra e sperare di atterrare sul morbido. Così fu, proprio grazie ai cespugli dove si era nascosto.

Tutta la città partì all'inseguimento del Tiefling, nudo dalla vita in giù e diretto verso i quartieri popolari, in grado comunque di depistare ogni guardia sulla sua strada.
La fuga sembrò procedere bene fino alla fine, quando due guardie gli si piazzarono di fronte proprio di fronte all'entrata dei quartieri poveri. Un salto, una scivolata. Il demone ce l'aveva fatta.
Un ultimo sguardo prima di rientrare in mezzo alla feccia, poi riprese la sua corsa, diretto verso il fratello.


A proposito di quest'ultimo, il mezzodemone non era l'unico a cercarlo.
I due avventurieri erano infatti sulle sue tracce da prima di lui e -probabilmente guidati dalla sete e dal sonno- finalmente giunsero di fronte alla porta di una locanda: Il corvo morto.

Già dall'entrata, quel posto appariva come una vera e propria merda di cane spiaccicata sull'asfalto della capitale verde. Se da una parte la città temeva l'ira degli dei, in quel locale si dimenticava totalmente della loro esistenza. L'umano aprì la porta, mostrando primo tra tutti un nano completamente nudo ballante con movente femminili la melodia di un flauto marcio quanto il suo impugnatore. Un pio di mutande marroni come la terra, giacevano sopra un lampadario economico, probabilmente frutto dell'errore dell'allievo di qualche scarso artigiano. La folla all'interno della taverna faceva tutto meno che mangiare o bere. Chi giocava a carte, chi tentava di ottenere un giro gratuito sulla puttana più vecchia e grassa che la città avesse mai visto, chi spacciava droghe di quartordine. Nulla in quel luogo poteva giustificare il sorriso dei due avventurieri, appena giunti e contenti di esser ancora vivi dallo scontro della sera prima. Il solo mostrare quella terribile smorfia a trentadue denti attirò immediatamente l'attenzione di tutto il locale. Tutto, meno che del bardo.
Lo gnomo si avvicinò incauto al barista chiedendo immediatamente una birra ed informazioni riguardanti un mezzo-demone frequentatrice di locali e puttane. L'uomo dietro al bancone con un gesto della mano gli indicò il flautista, mentre con l'altra riempì due calici di birra e glieli allungò.

I due si appostarono quindi di fronte all'assassino incappucciato che subito allungò una mano verso la tasca smettendo di suonare. <Se volete parlare con me sono 2 monete d'oro, altrimenti potete assaggiare la mia lama> Gli disse
<Vorremmo...> Lo gnomo si trovò una lama tra i denti ancor prima di finire la frase
<I vorrei due monete d'oro, grazie.>
L'umano allora tirò fuori la catena ed iniziò a farla svolazzare sulla sua testa.
Bastò solo alzarla per caricare l'attacco per indurre l'assassino a spostarsi con un balzo, ma l'umano non fermo l'arma, demolendo completamente la sedia sopra cui si era posato il mezzo-demone per suonare.
Lo gnomo allora fermò i due <Siamo qui per conto della confraternita delle lunghe ombre!>
L'assassino guardò umano, quindi lentamente mise a posto la lama fissando il gigante del nord negli occhi <Non potevate dirlo subito?>
<Ci hai chiesto due monete d'oro e ci hai puntato una lama addosso, idiota> Sottolineò l'umano
<Sciocchezze, amici miei. Quant'è la paga e quando si parte?>
<La donna dai capelli rossi ci ha detto che tu e tuo fratello prenderete la solita paga da 100 monete d'oro.>
<Accettabile, meta?>
<Non c'è stata detta, dovremo aspettare informazioni una volta  radunati, domani fuori dalla città, probabilmente.>
<Un po' come al solito, insomma. Prendiamoci da bere, mio fratello dovrebbe arrivare a momenti, Oste! Tre birre. Sul loro conto.>

Non passò molto prima che un altro Tiefling si presentasse alla porta della taverna. I barbagaglio di fuori attirò l'attenzione di curiosi ed ubriaconi
<Un altro nudista> Sibilò un tizio dai primi tavoli
<Copriti, screanzato!> Intervenne il barista ignorando totalmente il nano nudo sul tavolo.
<Ehy, ma è rosso!> Gridò qualcuno dal fondo della sala.

IL mezzo demone fermò i suoi futuri compagni con un gesto della mano prima che potessero unirsi al coro di risate e commenti, sparì nella sua camera per un secondo e si mise un paio di mutande. Per un attimo l'occhio lo ingannò, mostrando un paio di pantaloni non suoi tra le tante paia.
Chiuse il cassetto, dell'armadietto, quindi lo riaprì subito dopo per controllare che tutto fosse al suo posto. Nesun paio di pantaloni extra, niente fuori dalla sua posizione originaria. Tutto normale.
<Umh... Non fa nulla> Alzò quindi le spalle scendendo con un nuovo paio di pantaloni.


Il gruppo si presentò, scambiò le tattiche, iniziò a pensare a come affrontare la missione. Il giorno dopo venne in fretta, il gruppo non ebbe nemmeno il tempo di accorgersene, ma qualcuno aveva sentito tutto riguardo al loro piano. Le locande hanno occhi ed orecchie ovunque.

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